RISPARMIO ENERGETICO:PRODUZIONE ACQUA CALDA SANITARIA CON FONTI DI ENERGIA RINNOVABILE

RISPARMIO ENERGETICO E NORMATIVA DI RIFERIMENTO

In un periodo come questo, il tema del risparmio energetico anche attraverso la produzione acqua calda da fonti rinnovabili sembra essere un tema cardine soprattutto nei nuovi edifici o nelle riqualificazioni degli edifici. Sembra infatti che da un po’ di anni a questa parte ci si sia finalmente resi conto che l’energia prodotta dalla combustione dei combustibili fossili non è infinita e che è bene quindi mettere in pratica tecniche atte a moderare i consumi dell’energia essenziale allo svolgimento delle attività umane nell’arco della giornata con notevoli risparmi economici.

Il risparmio energetico può essere ottenuto sia modificando i processi energetici dell’edificio per ridurre ove

Le fonti di ENERGIA RINNOVABILE

possibile gli sprechi, sia con tecnologie in grado di attuare la trasformazione dell’energia da una forma tradizionale ad un all’altra in modo più efficiente.

Una delle fonti di energia rinnovabile tra le più comuni utilizzate è il sole, attraverso il quale si può produrre acqua calda sanitaria da destinarsi alle civili abitazioni o a qualsiasi altra tipologia di utenza.

In materia di risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili anche la normativa ha incrementato le sue disposizioni con la stesura di leggi specifiche. Una su tutte è la legge 10 del 1991 e tutti i suoi successivi decreti aggiornativi.

Infatti, la legge 10/91 è una legge della Repubblica Italiana dal titolo “Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia dove viene introdotto il discorso di risparmio energetico e la sua importanza approfondito poi dai successivi Decreti.

Esattamente, il Decreto Legislativo n°311 del 29 dicembre 2006, dal titolo “Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico nell’edilizia”, apporta novità essenziali a livello nazionale.

Qui, oltre all’obbligo di certificazione energetica per edifici esistenti in caso di compravendita, si dispone che, almeno negli edifici di nuova costruzione qualunque sia il loro utilizzo, il 50 % del fabbisogno giornaliero di acqua calda sanitaria (ACS) venga prodotto attraverso l’utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili.

Il Decreto nazionale come sopra citato, fornisce anche la possibilità a ciascuna Regione di interpretare su base locale quanto detto attenendosi alla base comune in modo da rendere il contesto dove si opera quanto più omogeneo che renda l’informazione riguardante il rendimento energetico degli edifici un “elemento di trasparenza sul mercato immobiliare comunitario”. Di qui la stesura di tutta una serie di norme tecniche UNI che danno disposizioni precise sulle prestazioni di ciascuna parte dell’edificio.

A livello regionale, la Regione Piemonte interpreta quanto detto dal DGLS 311/06 stabilendo che la percentuale di fabbisogno di acqua calda sanitaria da prodursi con l’utilizzo di fonti rinnovabili sia pari al 60 % dell’intero fabbisogno dell’utenza.

Risparmiare energia con le fonti rinnovabili è dunque anche un obbligo di legge.

Come già accennato in precedenza, una delle fonti rinnovabili tra le più note nonché la più utilizzata almeno in Italia è il sole.

In che modo si può utilizzare l’energia fornita dal sole per produrre, ad esempio, acqua calda per uso sanitario?

IMPIANTO SOLARE TERMICO: COS’E’ E COME FUNZIONA

produzione acqua calda IMPIANTO SOLARE TERMICO
Scema di IMPIANTO SOLARE TERMICO per produzione acqua calda

L’impianto termico solare è il sistema che consente la produzione di acqua calda per uso sanitario o per il riscaldamento.

I tre componenti fondamentali di un impianto solare termico sono:

• Un sistema di collettori (pannelli solari) correttamente installati su una superficie piana o inclinata in grado di assorbire le radiazioni solari e di cedere il calore all’acqua;

• Un sistema di accumulo per contenere l’acqua calda;

• Una fonte di calore alternativa come integratore, in generalmente una caldaia, che è in grado di entrare in funzione e di fornire energia nel caso in cui quella prodotta dall‘impianto solare non risulti sufficiente a scaldare l’acqua fino alla temperatura desiderata;

All’interno dei collettori è presente una serpentina, dove viene fatto passare un fluido termovettore atto al trasporto del calore dai panelli all’accumulo.

Una volta che il fluido raggiunge la temperatura adeguata viene indirizzato, generalmente con l’utilizzo di una pompa, ma è possibile anche la circolazione naturale, verso il sistema di accumulo dove si trova l’acqua da riscaldare. Il fluido a questo punto rilascia il calore all’acqua  L’acqua così riscaldata per natura tenderà a salire all’interno dell’accumulo e a fermarsi nella parte più alta di questo, dove verrà prelevata per il trasporto alle varie utenze.

 VANTAGGI DELLA PRODUZIONE ACQUA CALDA CON UN IMPIANTO SOLARE TERMICO

Riassumendo, i vantaggi dovuti all’installazione e all’utilizzo di un impianto solare termico sono:

• L’uso dell’energia solare, quindi oltre che rinnovabile anche gratuita, per il riscaldare l’acqua calda ad uso sanitario;

• La possibilità di copertura di buone percentuali di fabbisogno medio annuo invernale di ACS e di quasi la totalità del fabbisogno estivo;

• La non emissione di CO2 nell’atmosfera;

• La possibilità di avere buone detrazioni fiscali, fino al 55 % per l’utilizzo di fonti rinnovabili.

La  produzione di acqua calda dal sole è dunque uno degli interventi di riqualificazione degli edifici da prendere in esame per migliorare la prestazione energetica di un edificio da riqualificare.

 

Potrebbero interessarti anche questi articoli:

Lascia un Commento

L’indirizzo email non verrà pubblicato.